Questa città, di origine sannita, prende la denominazione di "Montesarcis" (monte fortificato) grazie alla sua collocazione strategica su un promontorio. Difatti anche i Romani si servivano della sua ottima collocazione per avvistare e contrastare al meglio i nemici. Scenario di numerose guerre che vanno dai tempi dei Romani sino all'epoca fascista (a cui si deve, tralaltro, un'importante opera di ricostruzione edilizia).
Nella prima metà del XX secolo degli scavi hanno portato alla luce resti di edifici, un'iscrizione che ricorda Druso, figlio dell'imperatore Tiberio ed una statua di marmo greco, acefala, che rappresenta una donna ricoperta da un peplo, copia di un originale attribuito allo scultore greco Calamide. Successivamente, una seconda campagna di scavi ho riportato alla luce un lussuoso edificio, la cui parte più significativa era costituita da un complesso termale. Al periodo romano risale anche il grandioso acquedotto i cui resti, molto ben conservati, si trovano nella frazione di Cirignano.