Il toponimo è stato oggetto di studi e ricerche che hanno dato vita a diverse teorie: la più accreditata fa risalire il nome all'indoeuropeo "Oph" (ricco) e "Ida" (monte). Comune in provincia di Ascoli Piceno, è situato tra le valli del fiume Tronto e del Tesino, su uno sperone di roccia e caratterizzato dalla presenza di resti di mura medievali e torri. È famoso per la realizzazione dei merletti lavorati con il tombolo, la cui tradizione si tramanda da secoli, per molte specialità gastronomiche e per i vini, tra cui il Rosso Piceno.
La zona intorno ad Offida reca tracce della presenza del popolo piceno, in epoca compresa tra il VII ed il V secolo a.C., e, successivamente, dei Romani che la colonizzarono. Dissolto l'Impero romano, il territorio fu soggetto alle invasioni di diversi popoli, tra cui i Longobardi. È a questo periodo che si riferiscono le prime notizie certe sull'esistenza di un centro abitato: sarebbero stati gli Ascolani a fondarlo durante il trasferimento forzoso verso i colli piceni per sfuggire all'invasione longobarda. Nel tempo il centro assunse notevole importanza: fu possesso dell'Abbazia di Farfa dalla prima metà dell'XI secolo. Dal Duecento per tre secoli i due centri di Ascoli e Fermo furono impegnati in aspri contrasti: Offida si alleò con Fermo e fu coinvolto direttamente anche nelle lotte tra Guelfi e Ghibellini. Al XVI secolo risale il passaggio sotto la giurisdizione diretta dello Stato Pontificio.
Da vedere:
La chiesa di Santa Maria della Rocca, dall'aspetto imponente accentuato dal fatto che su tre lati si trova a strapiombo sulla roccia, fu edificata su un preesistente edificio nella prima metà del XIV secolo dal maestro Albertino. Si presenta in laterizio, in stile romanico-gotico con facciata delimitata da lesene e tre absidi poligonali interrotte da monofore. È arricchita da affreschi realizzati dal Maestro di Offida e dal da Campli, da una pala dipinta dal Pagani.
Il santuario di Sant'Agostino, la cui costruzione ebbe inizio nel Trecento e termine nel secolo successivo con modifiche nel Settecento, presenta facciata barocca, pianta a croce latina, pregevoli lavori dell'ebanista Donati, una croce in argento di epoca trecentesca ed un reliquario del Quattrocento.
La chiesa della Madonna del Suffragio, risalente al Settecento, ha un interno a tre navate. Possiede particolari di pregio, tra cui due porte in travertino del Trecento, un affresco del De Magistris, una statua in legno del XV secolo ed uno scheletro, sempre in legno, risalente al XVII secolo.
Il monastero di San Marco, edificato nel XIV secolo su un preesistente edificio benedettino, ha subito diversi rimaneggiamenti. L'attuale chiesa risale alla prima metà del Settecento in stile barocco. Nel monastero sono presenti affreschi del XIV-XV secolo, una croce in legno ed una preziosa in pietra.
La chiesa collegiata, edificata sul finire del Settecento su disegno del Maggi, all'interno è in stile neoclassico con facciata ottocentesca in laterizio e travertino. Conserva importanti arredi, tra cui un cofanetto del XIII secolo, una croce del Trecento, un crocifisso del Bonfini ed altre opere.
La chiesa dell'Addolorata, risalente al XV secolo, è ad unica navata con loggia del Cinquecento.
Il santuario del Beato Bernardo.
Il palazzo comunale, eretto tra il XIII ed il XIV secolo, possiede una torre centrale dotata di merlatura e facciata con porticato e loggia. Ospita una pinacoteca.