Enzo Ferrari
"La vettura più bella è quella che deve essere ancora costruita. Avevo dieci anni quando vidi la prima. Fu mio padre a condurmi nel circuito di Bologna, sulla via Emilia, ad assistere ad una corsa. La mia, di corsa, è cominciata proprio allora e non si è più fermata. Quell'emozione ha acceso un fuoco nel fondo del mio cuore, una passione per le automobili, per il loro fascino e la loro forza, che ha contaminato i miei uomini e i miei piloti, persino quelli che non ho mai conosciuto. Per questo mi si addice bene il rosso, il colore identificativo dell'Italia nell'ambiente delle gare automobilistiche. E' questo il sogno che la mia fabbrica ha realizzato e continua a realizzare ogni giorno con impegno: in tanti, dalle teste coronate agli artisti più celebri, fanno la fila e poi attendono trepidanti per avere tra le mani le mie automobili. Cominciai presto, facendo il collaudatore, ma già bruciavo, allora divenni in breve il pilota ufficiale dell'Alfa Romeo. Non credo di essermi comportato male da corridore, ma ero sempre più determinato: volevo vincere a mio modo, costruire auto di cui innamorarmi, essere un sol pezzo con loro. Fu così che nacque il marchio Ferrari. Dal 1950 ad oggi il marchio Ferrari non ha saltato un campionato di Formula 1. Puntai subito su Alberto Ascari, mi piaceva lo stile deciso e preciso di quel giovane, e il tempo mi diede ragione. Fu il primo titolo, quello del 1952. Dopo vennero tutti gli altri, con più di 5000 vittorie capaci di infiammare animi e circuiti. ma non perdiamo altro tempo: la sfida più importante è sempre quella che arriva domani".
Il cavallino rampante
"Ferrari, metta sulle sue macchine il cavallino rampante del mio figliolo. Le porterà fortuna". Lei era la contessa Paolina, il suo figliolo l'asso dell'aviazione italiana Francesco Baracca, morto in combattimento durante la I Guerra Mondiale e nativo di Lugo, in provincia di ravenna, dove gli è stato dedicato un museo che ospita anche un caccia SPAD VII. Il cavallino, che lui dipingeva sulla carlinga era ed è rimasto nero; io ho aggiunto il fondo giallo canarino, il colore di Modena. la mia città, che la passione fa volare nel mondo.
In pellegrinaggio a Maranello
Tutto in un fazzoletto di terra: ho deciso che era meglio così, come in una famiglia. A Maranello, 15km da Modena, dove il parroco fa risuonare le campane ad ogni vittoria, la sede, lo stabilimento storico, la Galleria del Vento progettata da Renzo piano e la Galleria Ferrari, il museo che custodisce amorevolmente la storia delle mie creazioni, dai pezzi d'epoca più rari alle ultime nate della scuderia. Nelle vicinanze, a Fiorano, il circuito lungo 3km e dotato delle tecnologie più sofisticate per testare le monoposto e le granturismo.
L'autodromo di Imola
Intitolato a mio figlio Dino e a me, l'autodromo di Imola fa parte a pieno titolo della storia della mia scuderia. Fu una mia 340 sport a collaudarlo, e fu un pilota Ferrari a vincere la prima gara automobilistica che vi si svolse nel giugno del 1954, battendo una Maserati. Tanti i campioni che si sono sfidati percorrendolo in senso antiorario, tante le competizioni disputate, come i classici Gran Premi di san Marino di Formula 1 dal 1981 al 2006. Finalmente, dopo i lavori di ammodernamento, il circuito è stato riconsegnato al circo delle corse, che lo ha riaccolto a braccia aperte.
Non solo Ferrari
Herbert von Karajan disse che il 12 cilindri di una Ferrari emette una musica che nessun maestro saprà mai riprodurre. Oltre ad avere passione, servono creatività ed abilità per poter costruire auto come opere d'arte: le 250GT, le Testarossa, la F40. ma deve essere un vizio della terra emiliana, quello di unire cuore e tecnologia, visto che qui sono nati anche altri marchi della velocità, come ad esempio Maserati e Lamborghini. I gioielli prodotti da queste aziende sono visionabili nei musei loro dedicati o in una delle 13 collezioni private che compongono il circuito regionale Terra di Motori - Motorvalley.
www.ferrari.com
(tratto da "Emilia Romagna, terra con l'anima")